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Sul
Referendum |
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Cari
colleghi,
il 12 e 13 giugno saremo chiamati alle urne per esprimerci sulla
cancellazione di alcune parti della legge sulla fecondazione medicalmente
assistita, la legge 40.
Questa legge interviene in una sfera molto delicata, quella della
procreazione, appunto: investe le scelte personali, le convinzioni
etiche e religiose, la libertà e i diritti delle coppie e delle
donne in particolare. Su queste questioni la legge interviene
in modo pesante, ideologico e di parte, violando così il principio
della laicità dello Stato.
Questa legge pone vincoli alla ricerca scientifica. Impedisce
infatti la ricerca sulle cellule staminali embrionali (compresa
quella sugli embrioni già congelati) che, per la loro possibilità
di rigenerare tutti i tessuti umani, rappresentano una speranza
per la cura di numerose gravi malattie. Inoltre la comunità scientifica
non può accettare l'imposizione del divieto alla diagnosi pre-impianto
sugli embrioni: "è un insulto alla medicina - afferma Renato Dulbecco,
premio Nobel per la Medicina - e se la legge ci impedisce di fare
il nostro lavoro, ossia scoprire le malattie ereditarie per battere
le patologie che affliggono l'umanità, non capisco perché si continui
a fare ricerca scientifica".
Il Cidi invita gli insegnanti, per il ruolo che hanno e quali
che siano le loro opinioni in merito ai quesiti referendari, a
essere comunque parte attiva nella diffusione della conoscenza
e dell'informazione su questi argomenti. La campagna referendaria
rischia di essere impostata su un'informazione insufficiente e
distorta, caratterizzata da una falsa contrapposizione tra una
presunta cultura della vita da un lato e una cultura del tutto
contraria ad essa dall'altro.
Invitiamo quindi tutti i colleghi a essere elementi attivi nel
dibattito culturale sui contenuti della legge, ad andare a votare
e a sollecitare la partecipazione al voto, in quanto garanzia
di una consultazione elettorale democratica.
Esercitare liberamente il diritto al voto sarà il modo migliore
per testimoniare il nostro impegno civile e per insegnare ai nostri
studenti che, in ogni caso, la partecipazione alla vita democratica
del nostro Paese è un bene prezioso da custodire gelosamente.
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Approvato
dal Consiglio dei Ministri il decreto legislativo sul secondo ciclo
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Imperterrita,
senza ascoltare gli insegnanti o il mondo della scuola e infischiandosene
dei sindacati, Letizia Moratti il 27 maggio 2005 ha presentato
al Consiglio dei Ministri uno schema di decreto legislativo sul
secondo ciclo.
Con questo atto si completa e si definisce la fisionomia della
scuola delineata dalla riforma Moratti.
Le critiche e le preoccupazioni espresse in questi mesi da più
parti, anche della maggioranza, e la vera e propria contrarietà
manifestata da molti collegi dei docenti in tutta Italia, oltre
alla grande manifestazione promossa lo scorso 14 maggio a Roma
dal Tavolo Fermiamo la Moratti, avrebbero richiesto ben altro
atteggiamento.
Questo decreto sancisce il doppio canale e ribadisce la superiorità
del liceo classico. La rigidità di tale scelta ci impedisce una
valutazione articolata, proprio perché le opzioni di fondo non
sono condivisibili. Invece di contribuire a superare le differenze,
com'è stato fino ad ora, pur fra mille problemi, la scuola superiore
diventerà il luogo in cui in Italia si effettua la discriminazione
sociale e culturale fra i giovani.
Prima che questo decreto sia definitivamente approvato però, il
percorso è ancora lungo: se ne dovrà discutere nella Conferenza
Stato-Regioni, nelle Commissioni Parlamentari, al Consiglio Nazionale
della Pubblica Istruzione.
Invitiamo tutti quelli che hanno a cuore il futuro della scuola
italiana a far sentire la propria voce.
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A
proposito di Invalsi |
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Il gruppo di lavoro sulla valutazione svoltosi durante il Seminario
nazionale del Cidi sul curricolo vertcale (Roma 21, 22 maggio) ha
elaborato un interessante documento
sulle prove somministrate di recente alle scuole dall'Invalsi.
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Settembre
Pedagogico 2005 |
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Comuni
e scuole di nuovo insieme per cominciare bene l'anno scolastico:
la seconda edizione del Settembre Pedagogico è stata lanciata
a Salerno il 26 maggio u.s. nel Seminario Nazionale ANCI
La città e la scuola. Rafforzare il sistema educativo territoriale.
Anche l'edizione di questo anno vedrà la collaborazione con
il CIDI: il rapporto città/scuole, la costruzione di reti, la
cooperazione nel territorio, le Conferenze permanenti sulla/della
scuola sono alcuni dei temi che saranno al centro delle iniziative
che ciascun Comune progetterà.
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Iniziative
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Roma 18-19 giugno -
Coordinamento nazionale
del Cidi
Casa Internazionale delle donne. Via della Lungara, 19
Camigliatello Silano 2-3 luglio - La Scuola
chiude...
Seminario estivo del Cidi di Cosenza
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