
| a cura di Emma Colonna | N.83 del 7 marzo 2010 |
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È legge. Manca solo l’accordo con le regioni per poter andare legalmente a lavorare a 15 anni. Nel disegno di legge approvato al Senato viene stabilito che l’obbligo scolastico terminata la terza media può essere assolto anche attraverso il contratto di apprendistato. Ma come si può paragonare l’apprendistato a un percorso di istruzione e di formazione? Quale lavoro si può immaginare per un ragazzino o una ragazzina di 15 anni? |
| Oltre la crisi. la scuola e la politica | ||
ÒPortare la conoscenza, la ricerca e quindi la scuola oltre la crisi � un obiettivo di medio e lungo periodo su cui costruire le azioni di governo del Paese, un obiettivo a cui il mondo della cultura e della politica non possono sottrarsiÓ. Con un documento pubblicato sul sito il Cidi promuove una raccolta di firme, per chiedere Òalle forze politiche che non si riconoscono nelle scelte di governo della scuola pubblica, di proporre unÕalternativa progettuale alla deriva in atto, proponendo politiche educative nazionali a cui ispirare le scelte che dovranno essere poi tradotte nei prossimi anni sul territorio in leggi regionali in materia di istruzione e formazioneÓ. Firmate e fate firmare. |
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| Superiori: lavori in corso | ||
I regolamenti per la nuova scuola superiore, pubblicati a fine febbraio sul sito dellÕINDIRE, non avendo completato lÕiter legislativo previsto (parere della Corte dei conti, firma del Presidente della Repubblica, pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale), non possono ancora ritenersi definitivi. E infatti non � detto che, alla fine, i tagli non siano ancora pi� pesanti di quanto annunciato in questi giorni. Intanto, le scuole stanno affannosamente cercando di cavarsela, barcamenandosi nel tentativo di salvare il salvabile: come trasformare e adeguare le sperimentazioni preesistenti senza penalizzare la consueta offerta educativa e senza mettere a repentaglio il futuro di tutto il personale docente. Come informare in modo credibile e chiaro i genitori e gli studenti, laddove non cÕ� ancora chiarezza sulle confluenze e sullÕofferta educativa delle scuole e dei territori. Quando cÕ� un cantiere aperto, � pericoloso procedere come se niente fosse, ci si potrebbe fare male, qualcuno potrebbe anche cadere dallÕimpalcatura. |
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| Iscrizioni al buio | ||
E infatti, in questa situazione le iscrizioni, che scadono il 27 marzo, questÕanno sono veramente al buio. Non � chiara lÕofferta educativa di ogni scuola perchŽ in molti casi manca la definizione di elementi non secondari quali i subindirizzi, le confluenze, le varie articolazioni. Per esempio, la scuola tal dei tali potrˆ mantenere il bilinguismo? Quali indirizzi potrˆ proporre oltre a quello ordinario? Per quante prime? Su quale organico potrˆ contare?... E poi, questa nuova scuola superiore formalmente non esiste ancora: come ci si fa ad iscrivere se non ci sono ancora i decreti in Gazzetta Ufficiale? é questa la ragione di fondo, condivisa dal Cidi, che fa dire alla Flc Cgil, in un ricorso presentato in questi giorni, che le iscrizioni andavano fatte in base al sistema attualmente in vigore. |
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| E la primaria? | ||
Per il primo ciclo invece, le famiglie hanno ormai scelto, le iscrizioni si sono chiuse il 27 febbraio. E, nonostante tutto, sembra essere confermata la tendenza che giˆ a partire dallo scorso anno aveva bocciato il maestro unico. Infatti, secondo i primi dati che emergono dalle scuole, sembra che i genitori abbiano scelto in massa il tempo pieno. Come si farˆ ad esaudire le richieste? Probabilmente sarˆ impossibile, perchŽ la continuitˆ dei tagli (a quelli giˆ in atto si aggiungono quelli previsti per il prossimo anno) renderˆ la situazione ancora pi� pesante. La veritˆ la sapremo solo quando conosceremo lÕorganico, dicono i dirigenti, ma certo anche questÕanno Ð e ancora pi� dello scorso anno Ð sarˆ molto difficile mantenere le promesse. |
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| I nodi vengono al pettine | ||
Cinque in condotta in aumento, insufficienze soprattutto in matematica, inglese e italiano, situazione pi� grave al sud, e negli istituti tecnici e professionali. Questi, in sintesi, i dati degli scrutini del primo quadrimestre nella scuola media inferiore e superiore, comunicati dal ministero. Al ministro Ð che con aria ÒrammaricataÓ commenta questi dati con i giornalisti ribadendo lÕimportanza delle scelte di rigore e disciplina Ð chiediamo: quali sono non i provvedimenti sanzionatori e punitivi, non i tagli finalizzati al risparmio, ma le proposte e le azioni che intende mettere in atto per superare le difficoltˆ esistenti e portare lÕItalia ai livelli degli altri paesi europei? Come intende agire per ridurre la dispersione al di sotto del 10%, come ci viene richiesto dallÕUnione europea? Quali iniziative, quali investimenti per la scuola per aumentare in Italia il numero dei diplomati? Per affrontare il problema dellÕinsegnamento della matematica e delle scienze? Per sostenere la conoscenza delle lingue straniere (e non solo dellÕinglese)? Per rafforzare la conoscenza della lingua italiana? Risponda il ministro, quali azioni intende mettere in campo? |
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| Fondazione Agnelli. Rapporto sulla scuola | ||
Qualitˆ ed equitˆ della scuola oggi possono e devono procedere insieme. é questa lÕaffermazione fondamentale su cui � fondato il Rapporto sulla scuola in Italia 2010, presentato dalla Fondazione Agnelli nei giorni scorsi a Roma nella sede della Casa Editrice Laterza. Infatti, per ridurre le differenze territoriali nella scuola italiana � necessario, secondo il Rapporto, agire su due leve: migliorare i livelli di apprendimento degli studenti di tutto il Paese, in particolare di quelli che oggi si situano sotto la soglia minima delle competenze definita a livello internazionale (e questo riguarda in modo particolare alcune regioni del Sud); ridurre la dispersione e contrastare lÕabbandono scolastico (il 20% dei giovani in alcune aree del paese non raggiunge un diploma di secondaria superiore). Il rapporto mette in evidenza due elementi di iniquitˆ: 1. per il solo fatto di andare al liceo a 15 anni si ottengono 61 punti Pisa, ovvero il 15% in pi� di competenze rispetto al professionale; 2. gli studenti con un retroterra familiare meno favorevole sono pi� soggetti alla dispersione e si concentrano in alcuni indirizzi (per esempio i professionali) e in alcune scuole. Viene confermato ci˜ che abbiamo sempre detto e cio� che il nostro � un sistema scolastico iniquo perchŽ gli allievi Ð dopo la terza media Ð si iscrivono alla scuola superiore in base al contesto sociale e culturale di provenienza; e perchŽ presenta forti divari nei risultati di apprendimento non solo tra scuole del Nord e del Sud, ma nellÕambito dello stesso territorio. La domanda allora �: il taglio di 8 miliardi di euro alla scuola, il riordino Gelmini che canalizza precocemente e rigidamente i percorsi di istruzione e il federalismo fiscale renderanno il nostro sistema di istruzione pi� efficace e meno iniquo? |
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| Lettera ai bambini dei campi ROM di Segrate | ||
Ci segnalano questa lettera delle maestre di Segrate ai loro alunni, che con lo sgombero dei campi hanno perso il diritto di andare alla loro scuola, con i compagni di tutti i giorni. Purtroppo questo non succede solo a Segrate. I diritti dei piccoli non esistono pi� in questo tipo di scelte. |
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| Iniziative | ||
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Bari 4/25 marzo Puglia: percorsi dÕarte e architettura tra Medioevo e Novecento |
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CIDI centro iniziativa democratica insegnanti piazza sonnino 13, 00153 roma
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