Vive la France!
"Da più di un secolo, la Repubblica e la scuola si sono costruite e rafforzate l'una con l'altra. La scuola è stata il sogno della
Repubblica. E rimane senza dubbio la più bella e la più importante
delle cose fatte… Penso che sia arrivato il momento per il nostro
Paese di stringersi intorno a ciò che desidera per i suoi giovani
e di rinnovare il patto che lo lega alla sua scuola. Questo è il
senso del dibattito che ho voluto e per il quale ho impegnato il
governo. Un dibattito sul futuro del nostro sistema educativo, aperto
a tutte e a tutti, agli insegnanti naturalmente, ma anche alle famiglie,
a tutti i professionisti, a tutti i francesi. Perché la scuola è
il nostro patrimonio comune. .." (Dal discorso
di J.Chirac, Presidente della Repubblica francese, in occasione
del dibattito sul futuro della scuola. Il dibattito durerà oltre
un anno e coinvolgerà tutto il Paese).
|
|
|
Sotto il vestito… niente!
La partita è aperta
L'iniziativa dei gruppi parlamentari
Organi collegiali territoriali: stop al decreto
Quando l'aritmetica non fa continuità
I linguaggi delle discipline
Iniziative del Cidi
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Sotto
il vestito…niente! |
 |
Alla
fine, nonostante lo scenario caratterizzato da forti contrasti
e da pesanti contrapposizioni, il primo decreto
legislativo attuativo della legge 53 è stato approvato dal
Consiglio dei Ministri il 23 gennaio 2004. Entrerà in vigore dopo
la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale entro il 15 febbraio.
Al testo precedente sono state apportate alcune modifiche (quasi
tutti gli emendamenti proposti dalla Conferenza unificata Stato-Regioni e dell'Anci),
ma la sostanza non cambia: il decreto segna la rottura con le
migliori pratiche scolastiche e con la più autorevole cultura
pedagogica italiana. E mentre sindacati, associazioni professionali,
forze politiche, movimenti, comitati e coordinamenti di genitori
e di insegnanti continuano a manifestare e a mobilitarsi, partono gli spot governativi che promuovono "bontà"
e "bellezza" della nuova scuola. C'è un bel vestito nuovo per
la scuola dell'infanzia, elementare e media. Ma sotto il vestito…
niente! Gli insegnanti non lo vogliono indossare.
|
 |
|
|
|
|
|
La
partita è aperta |
 |
Quello
che emerge allo stato attuale è l'inapplicabilità del decreto perchè
mancano le condizioni minime per attuarlo: la preparazione dei
docenti, la stabilità degli organici per la formazione delle classi,
la copertura finanziaria, la normativa contrattuale. La situazione
nel prossimo anno scolastico sarà perciò ingovernabile anche perché il
superamento dell'attuale modello curricolare con l'introduzione dell'orario
obbligatorio, opzionale e aggiuntivo (un ventaglio che si apre
e si chiude sulla base delle richieste delle famiglie) è un "modello" di flessibilità ingestibile dal punto di vista didattico e organizzativo. Intanto i sindacati
scuola Cgil Cisl Uil hanno proclamato la mobilitazione per il 28 febbraio prossimo. I Cobas hanno proclamato lo stato
di agitazione permanente e forme di sciopero "selvaggio".
L'Unicobas ha indetto lo sciopero
il 1° marzo. Inoltre sono stati presentati, da parte di Regioni e
Sindacati, diversi ricorsi di incostituzionalità, illegittimità,
eccesso di delega, in grado - se accolti - di annullare il decreto.
La partita dunque è ancora aperta.
|
 |
|
|
|
|
L'iniziativa
dei gruppi parlamentari |
 |
Si
è svolto il 3 febbraio il secondo incontro promosso dai gruppi
parlamentari dell'Ulivo e di Rifondazione comunista delle Commissioni
Istruzione di Camera e Senato (il primo ci fu il 12 gennaio).
Gli incontri hanno lo scopo di costruire un rapporto stabile tra
i gruppi parlamentari e gli organismi rappresentativi della scuola
(Sindacati, Associazioni professionali e di genitori, comitati
e coordinamenti del tempo pieno e prolungato). In un clima surriscaldato
e in piena mobilitazione sul fronte della scuola, c'è l'obiettiva
necessità di trovare le strade per rendere più forte e coordinata
l'azione dei diversi soggetti contro il primo decreto attuativo
e, più in generale, contro il sistema di istruzione e formazione
che si sta delineando per il Paese. Gli incontri sono l'occasione
per discutere su tutte le questioni che i vari provvedimenti,
in particolare il primo decreto, lasciano aperte sul piano didattico
e organizzativo. Erano presenti le senatrici Chiara Acciarini
(DS), Albertina Soliani (Margherita), gli onorevoli Piera Capitelli
(DS), Titti De Simone (Rifondazione Comunista), Antonio Rusconi (Margherita),
Alba Sasso (DS).
|
 |
|
|
|
|
Organi
collegiali territoriali: stop al decreto |
 |
Sono
scaduti i termini previsti per la delega sulla riforma degli Organi
collegiali territoriali, conferita al Governo dalla legge 137/2002.
Il ministro Moratti aveva presentato lo schema del decreto (recanti
modifiche al decreto legislativo n.233/99) al Consiglio dei Ministri,
ricevendone l'approvazione il 27 novembre (vedi notecidi
n. 5) Ma la Conferenza unificata Stato-Regioni e l'ANCI hanno espresso
parere
negativo per le evidenti violazioni delle competenze spettanti
alle Regioni e agli Enti Locali. In effetti il decreto trasuda
centralismo da ogni riga e risulta in contrasto anche con il decentramento
dell'amministrazione e con la stessa autonomia del sistema scolastico,
di cui riduce la partecipazione, il pluralismo e la capacità di
proposta. L'unico obiettivo che il decreto sembra porsi è quello
di costruire un Consiglio nazionale più duttile verso l'operato
del Ministro. Torna ora alla ribalta il DPR n.233/99 (per intenderci
quello del ministro Berlinguer), decreto mai attuato che però
dichiara soppressi gli attuali Organi Collegiali. A questo punto che
cosa succederà?
|
 |
|
|
|
|
Quando
l'aritmetica non fa continuità |
 |
Abbiamo
già scritto dei guasti che i vari provvedimenti del governo avrebbero
causato alla scuola. Avevamo detto che l'orario cattedra a 18
ore di lezione frontale si sarebbe rivelato una iattura. Ora,
a testimoniare le gravi conseguenze dell'orario cattedra a 18
ore, sono i docenti di lingua straniera dei licei scientifici
di Bari, che hanno scritto una lettera per descrivere ciò che
la nuova situazione sta comportando dentro le classi: "interruzione
del rapporto educativo e affettivo tra docente-alunno-famiglia,
impossibilità di programmare gli obiettivi educativi e didattici
a medio e lungo termine, difficoltà di valutare gli studenti e
di scegliere i libri di testo, impossibilità di aderire ai progetti
europei pluriennali". Tutto questo perché per attuare le 18 ore
frontali di lezione è necessario raggruppare le classi non più
secondo il criterio della continuità didattica (che prima era
garantita per l'insegnamento della lingua dalla prima classe alla
quinta), ma secondo un calcolo puramente aritmetico. Insomma la
logica del risparmio - che finora ha voluto dire: classi sempre
più numerose, orario cattedra organizzato senza tener conto della
continuità didattica, tagli dei finanziamenti alle scuole - continuerà
a comportare "un inevitabile processo di regressione dell'azione
didattica a scapito della preparazione degli studenti".
|
 |
|
|
|
|
I
linguaggi delle discipline - materiali di lavoro per la scuola media
e per il biennio. |
 |
E' il titolo dei tre volumi pubblicati. Nella
fascia scolastica collocata tra la fine dell'obbligo e l'inizio
della scuola post-obbligatoria i linguaggi delle discipline si
discostano sempre più dalla "lingua comune". Questa difficoltà
può diventare una vera "barriera" per gli studenti stranieri e
per tanti studenti, a rischio di insuccesso, del nostro Paese.
I percorsi proposti
- risultato della collaborazione di insegnanti italiani, francesi,
portoghesi e spagnoli - forniscono oltre 1000 pagine di materiali
didattici sullo sviluppo di competenze linguistiche significative
per una migliore comprensione delle diverse materie. Accompagna
i percorsi sulla lingua delle discipline il volumetto "Le schede
Paesi", dove viene proposto un quadro sintetico sugli aspetti
socio-culturali e sui sistemi di istruzione di alcuni dei Paesi
a forte flusso migratorio verso l'Unione Europea.
I volumi sono diponibili gratuitamente (fino a esaurimento) presso
la ciid. I colleghi interessati potranno riceverli (con spese
postali a loro carico) inviando la scheda
a: Ciid - piazza Sonnino, 13 - 00153 Roma oppure via Fax:06/5894077
o per e-mail: ciid@cidi.it
|
|
|
 |
|
|
|
|
Iniziative del Cidi
|
 |
Genova
4/5/6 marzo 33°
Convegno nazionale: Quale scuola per l'Europa?
Firenze 13 febbraio
Scuola
di qualità per tutti o per pochi?
Reggio Calabria 20/21
febbraio A
che cosa serve la letteratura?
Potenza 26/27 febbraio
Leggere
e (ri)scrivere per apprendere dai testi
Roma 19 febbraio
Approvato il decreto: e adesso?
|
 |
|
|
|
A norma
della legge sulla privacy, questo messaggio non è da considerarsi Spam
poichè reca un'opzione di cancellazione.
Nel rispetto della legge 675/96 sulla privacy, a tutele di persone e
altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, il tuo indirizzo
e-mail proviene da richieste di informazioni o da elenchi (newsgroup)
Per cancellarsi è sufficiente inviare un'e-mail all'indirizzo mail@cidi.it.
|